Scegliere l’Insegnamento religioso a scuola…?!?

Pubblicato giorno 31 gennaio 2020 - Educazione e spiritualità, Gruppo adolescenti, Gruppo famiglie, Gruppo giovani, In home page, in primo piano

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Cari amici, si avvicina il tempo in cui potete scegliere a scuola elementare, media e superiore l’ora di religione. Vi propongo di riflettere per un po’ sull’ora di religione o insegnamento religioso. È un’ora in cui non si tratta solo di religione: è un’ora di cultura, di orientamento, preziosa in ogni senso perché può aiutare credenti e non a comprendere il senso della vita.
Non possiamo negare che conoscere meglio la religione cristiana ci aiuta infatti (cristiani o non, fedeli o meno) a vivere meglio la nostra vita di tutti i giorni!

Cosa non è l’insegnamento religioso

Per capire bene cosa è quest’ora vi invito anzitutto a stabilire cosa non è l’insegnamento della religione a scuola! Non è catechismo, che presuppone la fede e un cammino fatto nella comunità ecclesiale. Poi, non è “un’ora di propaganda”, né una forma di proselitismo. E, infine, non è un’ora di “riposo” o “poco impegnativa”, tanto meno di chiacchiere.

Allora cos’è questa ora di insegnamento religioso?!

È un’ora in cui si fa cultura, si impara tanto sulle realtà che ci riguardano direttamente e le incontriamo ogni giorno, oppure hanno marcato profondamente il nostro mondo e, implicitamente, hanno messo l’impronta nella nostra società e nella nostra vita.
In questo tempo si cercano le risposte profonde alle domande fondamentali della nostra esistenza, ai “perché” delle persone e del mondo. L’ora di religione è un incontro in cui si ascolta, si dialoga, ci si confronta; i partecipanti sono invitati alla riflessione su diversi argomenti, sono chiamati a dire quello che pensano con maturità e rispetto; quindi è anche un’educazione all’arte del dialogo.
È un tempo dedicato ad aiutare gli allievi a crescere come persone responsabili, che imparano a comprendere e rispettare colei o colui che gli sta accanto.

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Cosa ci dice lo Stato sull’insegnamento religioso?

Nel Piano di formazione della scuola media (Bellinzona, settembre 2004, p. 131) leggiamo che:

La scuola pubblica, assumendosi la responsabilità della dimensione educativa, accetta di essere luogo di espressione e laboratorio di ricerca dei valori di una società. In questo quadro riconosce che la religione fa parte delle strutture culturali in cui si possono elaborare ed esprimere i valori fondamentali che costituiscono la convivenza umana e la crescita individuale. La scuola fornisce elementi di comprensione dell’ambiente e della cultura in cui si trova l’allievo. Nell’ora di insegnamento religioso l’allievo viene reso attento alle testimonianze culturali che derivano dal Cristianesimo e ne apprende il linguaggio; ha la possibilità di mettere a tema i valori della cultura contemporanea che trovano radici nella religione cristiana e di divenirne criticamente consapevole.

Il fatto religioso si impone nuovamente come elemento di spiegazione di numerosi avvenimenti dell’attualità mondiale. La pluralità religiosa è un fatto sociologicamente importante nella nostra stessa scuola ed è accessibile agli allievi stessi. L’informazione corretta sulla rilevanza mondiale del fatto religioso, sulle forme differenti delle diverse religioni, sugli elementi che il Cristianesimo ha inserito nella nostra cultura locale, per quella europea e per gli avvenimenti a livello mondiale.

La scuola pubblica rispetta e promuove la libertà religiosa (…) Nella tradizione religiosa cristiana troviamo i valori fondamentali a partire dai quali si è sviluppata ed è comprensibile la cultura europea: il primato della persona umana nella sua individualità, uguaglianza ed originalità, la solidarietà, l’importanza della creatività umana. L’esperienza religiosa è meglio comprensibile a partire dal suo interno, come qualcosa di organico; la comunicazione e la riflessione sui valori vanno situate all’interno di un contesto di condivisione, non di nozionismo frammentario. Questo approccio evita inoltre un livellamento riduzionista che cancella l’originalità delle esperienze religiose diverse a vantaggio di un’inesistente religione generica”.

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Quindi senza questo tipo di educazione si vive un po’ fuori contesto

Partiamo da questo fatto: se apriamo i giornali, leggiamo che nel mondo ci sono dei conflitti e ci rendiamo conto che a volte questi incrociano in qualche modo anche il cammino delle grandi religioni. Se vogliamo comprendere il perché di queste situazioni dobbiamo conoscere le grandi religioni, cosa sono o cosa non devono essere. Avere a che fare con il fatto religioso nel nostro quotidiano è dunque inevitabile, basta accendere la televisione o fare un giro sul web per scoprire, ad esempio, che ci sono 300 milioni di cristiani perseguitati nel mondo a causa della loro fede.

Inoltre, viaggiando in qualsiasi posto nel Canton Ticino, in Svizzera, in Europa e in gran parte del mondo, incontriamo tanta bellezza nell’architettura, nella pittura e nella scultura e in tutte le altre arti: gran parte di questo tesoro dell’umanità ha origine nel cristianesimo. Soprattutto la civiltà occidentale, di cui noi facciamo parte, è plasmata dal cristianesimo.

La religione cristiana è trasversale: infatti, tocca tutte le materie di studio a scuola. Tutti gli insegnanti ad un certo punto toccano la tradizione cristiana. Come spiegare, per esempio, la Divina Commedia senza avere alcuna idea della religione? O le opere di Michelangelo? Anche la scienza stessa! Visto che tutte le materie toccano la sfera religiosa, viceversa nell’ora di religione si toccano tutte le altre.

In verità, tutta la nostra vita è profondamente legata al cristianesimo. I nostri nomi, i nomi dei nostri parenti e amici sono cristiani (Maria, Giuseppe, Paolo, Francesco, Marco, Luca, Andrea, Pietro, Thomas, Christian…). Il nostro giorno libero è la domenica (il giorno del Signore – dies Domini). Il nostro calendario, le nostre vacanze e tanti eventi della nostra società sono impregnati dal cristianesimo e dal suo messaggio; la nostra vita è ritmata dalle grandi feste cristiane (Natale, Pasqua, Ascensione, Corpus Domini…).
Quindi non possiamo negare che conoscere meglio la religione cristiana ci aiuta infatti (cristiani o non, fedeli o meno) a vivere meglio la nostra vita di tutti i giorni!

Scegliete l’ora di insegnamento religioso

Carissimi genitori e allievi, approfittate nel vostro cammino formativo, di questa opportunità preziosa, che vi è offerta dallo Stato, dalla Scuola e dalla Chiesa. Scegliete l’ora di religione a scuola, che non serve solo a dare informazioni agli studenti, ma serve a tirar fuori il meglio di loro, per renderli persone umanamente libere. L’insegnamento della religione offre una reale occasione per i ragazzi di aprirsi. È l’ora in cui possono confrontarsi liberamente, aprirsi, dialogare con il professore e con gli altri compagni. È un’occasione altamente educativa. Scegliete per il prossimo anno scolastico l’ora di religione!

don Giustino

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