Pentecoste 2022 – Amici della Parola Dove? Quando? Come agisce lo Spirito santo?

Pubblicato giorno 3 giugno 2022 - Educazione e spiritualità

Lo Spirito stesso è “il dono di Dio” per eccellenza, è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza;

  1. Il primo dono dello Spirito Santo è dunque la sapienza. Ma non si tratta semplicemente della saggezza umana…E ‘vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. Questa è la sapienza. Alcune volte noi vediamo le cose secondo il nostro piacere o secondo la situazione del nostro cuore, con amore o con odio, con invidia… No, questo non è l’occhio di Dio. E ovviamente questo deriva dalla intimità che noi abbiamo con Dio, dal rapporto di figli con il Padre. Lo Spirito Santo rende allora il cristiano «sapiente».
  2. secondo dono, cioè l’intelletto. Non si tratta qui della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.
  3. il dono del consiglio. Sappiamo quanto è importante contare sui suggerimenti di persone sagge e che ci vogliono bene. Ora, è Dio stesso, con il suo Spirito, a illuminare il nostro cuore, così da farci comprendere il modo giusto di parlare e di comportarsi e la via da seguire, lo Spirito Santo comincia a orientare i nostri pensieri, i sentimenti e le intenzioni secondo il cuore di Dio.
  4. Lui viene sempre a sostenerci nella nostra debolezza e questo lo fa con un dono speciale: il dono della fortezza. Ci sono anche dei momenti difficili e delle situazioni estreme. La Chiesa risplende della testimonianza di tanti fratelli e sorelle che non hanno esitato a dare la propria vita, pur di rimanere fedeli al Signore e al suo Vangelo.
  5. il dono della scienza La scienza che viene dallo Spirito Santo, non si limita alla conoscenza umana: ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura. Tutto questo suscita in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine! 
  6. dono della pietà. Questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati. Si tratta di una relazione vissuta col cuore
  7. Il dono del timore di Dio. Non significa avere paura di Dio: sappiamo bene che Dio è Padre, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre; per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene. Ma, stiamo attenti, il dono del timore di Dio è anche un “allarme” di fronte alla pertinacia nel peccato. Il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! Nessuno può portare con sé dall’altra parte né i soldi, né il potere, né la vanità, né l’orgoglio. Niente! Possiamo soltanto portare l’amore che Dio Padre ci dà, le carezze di Dio, accettate e ricevute da noi con amore. Papa Francesco