La vittoria della vita sulla morte in questa Pasqua singolare

Pubblicato giorno 11 aprile 2020 - Avvisi e inviti, Educazione e spiritualità, In home page

Risu

Piero della Francesca, Risurrezione, 1450-1463, affresco 225×200 cm.,
Sansepolcro, Museo Civico

Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa’ che riprenda vita per la Passione del tuo unico Figlio”.  Con questa orazione ci ha introdotto la liturgia – la preghiera ufficiale della Chiesa – il lunedì della Settimana Santa. Sembra scritta per noi oggi! Abbiamo vissuto in queste ultime settimane una Quaresima singolare che ci ha portato verso una Pasqua altrettanto singolare, al di là di ogni nostra immaginazione.

Chiese aperte per la preghiera personale, ma senza liturgie pubbliche; i riti della Settimana Santa, in ossequio alle giuste disposizioni sanitarie, noi sacerdoti li abbiamo celebrati e ci apprestiamo a celebrarli in privato, senza il concorso del Popolo di Dio; le Processioni Storiche – per chi le sa vedere e vivere con gli occhi della fede: autentiche espressioni della pietà popolare – sono state annullate come ogni manifestazione pubblica.

Certo per molte persone della nostra comunità civile e parrocchiale non sono queste le priorità: me ne rendo conto. Penso a chi è impegnato in prima linea nella lotta contro la pandemia in corso e alle categorie più fragili della nostra società, che stanno soffrendo i disagi derivanti dall’allontanamento sociale.

Tutti poi, hanno la percezione che il vivere quotidiano ha subito all’improvviso un mutamento con effetti più o meno gravi e con molta probabilità duraturi. La paura del contagio, le domande sul perché di tanta sofferenza, sulla morte e il lutto che hanno colpito e colpiscono persone a noi care.

Dov’è Dio? Egli è vivo. La Chiesa in questi giorni santi ha, nonostante tutto, la fierezza e il compito di annunciarlo di nuovo secondo il mandato del Signore agli apostoli: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15).

Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa’ che riprenda vita per la Passione del tuo unico Figlio”. Questa preghiera ci invita a guardare, nei giorni della Pasqua, al Mistero di un figlio, il Figlio di Dio venuto nel mondo per assumere la nostra condizione umana, portare il peso delle nostre sofferenze e dei nostri errori, fino a morire sulla croce per amore del Padre stesso e compiere, nel mondo e nella vita degli uomini, la redenzione della sofferenza, del dolore, della morte, così da portare dentro a queste condizioni una positività.

Il Cristo risorto è questa positività che irrompe dentro la vita delle persone e delle cose. Gesù è risorto; è risorto il suo corpo, è risorta la nostra umanità. “In Lui morto è redenta la nostra morte, in Lui risorto tutta la vita risorge” (cf. Prefazio II di Pasqua), con Lui tutto si riempie di speranza anche gli aspetti più brutti della nostra esistenza. Buona Pasqua.

don Claudio

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Lascia un commento

  • (will not be published)