“Il terzo giorno il Signore ci farà rialzare”

Pubblicato giorno 21 marzo 2020 - Avvisi e inviti, Educazione e spiritualità, In home page

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Carissimi, vi spero tutti bene e in buona salute. Come vedete, sul sito della parrocchia trovate sempre degli articoli e sussidi che ci aiutano a mantenere viva la fiamma della nostra fede. Abbiamo a disposizione anche uno schema celebrativo da usare in famiglia per questa domenica, la IV di Quaresima (o del Cieco nato), domenica Laetare.

Questa mattina, celebrando la S. Messa, come prima lettura di questo sabato della III settimana di Quaresima, mi sono “imbattuto” in queste significative parole: dal libro del profeta Osea (Os 6,1-6) (la sottolineatura è mia…);

Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
2Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
noi vivremo alla sua presenza.
3Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora
.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra».
4Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
5Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
6poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.”

Vero è – e lo sappiamo – siamo peccatori, ma questo non ci deve sconvolgere e atterrire: il Signore ci guarirà da ogni “virus”, dalla malattia del peccato, ci fascerà le ferite interiori, ci ridarà la vita. A questa speranza preannunciata dal profeta, Dio ci ha dato risposta mandando il suo Figlio Gesù, medico delle nostre anime e sorgente della vera vita: la vita eterna. Noi possiamo vivere alla Sua presenza.

Soprattutto in questo frangente, in questi giorni di smarrimento e di paura, Dio vuole da noi l’amore e non il sacrificio: come dire, un sincero affetto e non qualcosa solo di esteriore. Le nostre preghiere e le diverse pratiche di pietà cristiana, elevate soprattutto in questi momenti di difficoltà,  – beninteso – vanno più che bene, ma stando a quanto suggerisce oggi la Parola di Dio, devono essere manifestazione del nostro amore e del nostro affetto incondizionati per il Signore e abbandono fiducioso nel suo potere di liberazione. Il Signore Dio dobbiamo adorare, non il nostro “io”: idolo per eccellenza.

Auguro a tutti voi una buona domenica e di passare questo tempo di “arresti domiciliari” a prendervi cura del vostro prossimo e a ridare a Dio quello che è di Dio: il tempo della preghiera. Per conto mio e di noi sacerdoti di Mendrisio (don Giustino, don Gianfranco, don Angelo, don Ambrogio) ogni giorno offriamo l’Eucaristia per tutti i bisogni delle persone della nostra Comunità e per tutta la Chiesa. Si uniscono alla nostra preghiera anche le reverende Suore.

Il Signore vi benedica e vi protegga da ogni male. La Vergine Maria, Salute degli infermi, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei cristiani, i Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano, nostri patroni, intercedano per tutti voi.

Un caro saluto; coraggio “il terzo giorno il Signore ci farà rialzare”,

don Claudio

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