7 ordinaria C – Amici della Parola Vangelo di Luca 6, 27-38 “Ama e perdona, anche il tuo nemico.”

Pubblicato giorno 17 febbraio 2022 - Educazione e spiritualità

Possiamo tentare di ridurre il peso queste parole, annacquarle, ma rimangono lì, piantate nel bel mezzo del vangelo, scomode e difficili da digerire oggi, ma dette duemila anni fa. Amare i nemici, fare del bene a quelli che ci odiano, pregare per quelli che ci maltrattano… hanno decisamente il sapore dell’impossibile. Posso rinunciare alla vendetta, sopire il rancore, ma amare chi ci fa del male con cattiveria, proprio no! In fondo è una questione di buon senso: dove si andrebbe a finire se il sopruso, l’insulto, l’umiliazione non ottenessero una reazione adeguata? Come dare amore a chi ha manifestato odio e forse ha provato un piacere insano nel vederci soffrire, in difficoltà, magari abbandonati da tutti? Come beneficare coloro che ci hanno distrutto sogni e progetti, serenità e relazioni umane? Perché inserirli nella nostra preghiera? Le obiezioni sono tante, e non del tutto irragionevoli. Ma la parola di Gesù rimane lì, al suo posto, chiara e forte, senza ambiguità e margini di manovra. Sì, è vero: questo amore, che ci viene chiesto da Lui, non è proprio lo stesso amore perdonante che ci è stato donato, per essere liberati da ogni male e persino dalla morte eterna?

«Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro». Solo chi sa di aver ricevuto una misericordia immeritata, può a sua volta tentare di regalare misericordia. 

Per chi vive questa nuova giustizia “gli sarà versata in grembo una misura traboccante”. Come il Padre glorifica il Figlio sulla croce facendolo poi risorgere dalla morte, così sarà per chi ha vissuta questa nuova giustizia, quella che Matteo definisce con parole altissime riprese dall’Antico Testamento: “Siate santi come io sono il Santo!”

“Se uno ti odia, tu amalo!” Credere che il Bene, Dio, è fortissimo e vince tutto il male, anche se appare un Dio debolissimo, che non si vede, non interviene, non risponde. Noi crediamo nel Dio dell’Amore! Questo dobbiamo proporre a tutti “perché credano e abbiano in dono la salvezza eterna.  

Gesù non ci invita a fare i supereroi, chiede, molto più semplicemente, di trasmettere almeno un poco di quello che abbiamo ricevuto e divenire guaritori feriti, che però hanno sperimentato, in prima persona, l’unica vera medicina, quella dell’Amore.

Nel tempo pandemia abbiamo sentito forte il bisogno di libertà e la si è urlata in mille forme.     

Oh? la mia libertà?!?!  Gesù, Vangelo Vivente, risponde a questo bisogno proponendomi, in una parabola due animali, che posso scegliere in libertà, dicendomi:

“Scegli se essere lupo o pecora.” Vuoi stare in una umanità che si sbrana? Vuoi stare in una umanità che sta insieme come famiglia di figli dell’unico Signore?

Don Gianfranco Quadranti