3 Pasqua C – Amici della Parola Vangelo: Gv 21,1-19 Una nuova partenza per Presenza Sud dopo il 19 giugno 2022.

Pubblicato giorno 28 aprile 2022 - Educazione e spiritualità

Finisce una stagione dopo 35 anni di servizio da parte mia e delle Suore a Mendrisio. Che fare? Non sarebbe meglio dirsi “Come dobbiamo essere?”

Anche gli apostoli sono ritornati in Galilea, al lago di Tiberiade: da li che è partita l’avventura con Gesù. Ancora oggi Gesù prepara delle braci, con del pesce a cuocere e del pane a riscaldarsi. Il gesto lo stesso dell’Ultima cena: ≪prese il pane e lo diede loro≫. La comunione con lui, dunque, continua. Una storia straordinaria, quella di oggi, in cui possiamo agevolmente riconoscerci tutti e continuare, non con la nostalgia delle cose e dei modi passati, ma nel reinventarci nuovi nella mente e nel cuore!

Nell’incertezza del presente anche noi facciamo ritorno ai luoghi degli inizi, quasi nell’illusione di tornare indietro, al tempo di prima. Il passato, nei momenti della crisi, ha un fascino tutto particolare, trasfigurato dalla memoria. Ma fare come se nulla fosse accaduto è un’illusione patetica; la vita di fede ci porta ad andare avanti, a non rinchiuderci nel passato. Quando non è così le reti sono vuote. L’attività di prima, voler rivivere come prima, non ha più senso.

A ciascuno di noi, proprio come a Pietro, Gesù riserva una missione. Ci chiede innanzitutto di amare, di fidarci di lui, di metterci nelle sue mani. Tutto il resto non ci deve spaventare: quello che conta è il legame con lui, tenuto vivo attraverso gli incontri che egli ci dona.

Ma chi guida la Chiesa- Comunità? Non Pietro, non Giovanni, non i dodici, non il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i battezzati, ma Cristo Vivente guida la Sua Chiesa. Tutti noi siamo al servizio di Lui. La nostra personale identità cristiana è data da quanto il Maestro Gesù fa per ciascuno di noi, non da ciò che noi facciamo. Titolo più grande per ogni discepolo è essere e sentirsi amato dal Signore! Ognuno si chieda: mi sento amato dal Signore?

Siamo così amati che ogni domenica ci prepara il fuoco dell’amore, ci cucina sopra le nostre negatività, ci sfama nella nostra inesauribile fame e sete di vita e d’amore. Nell’eucaristia!!!

La messa, “missio”- missione, ha senso e valore se abbiamo dentro Lui e lo portiamo ad altri. “Dire messa, andare a messa come vai al cinema, eseguire scrupolosamente un rituale, che povertà spirituale, che miseria! Non c’è storia che tenga, come si dice! E’ così la cosiddetta pratica cristiana? Siamo fallimentari! Rete vuota – Comunità spenta!

Per più di tre volte, infinite volte, chiede ad ognuno “Mi ami tu?”

Nella nostra incapacità di amare ed amarci profondamente, Gesù è costretto ad abbassare la sua esigenza d’amore, ad avvicinarsi al mio-nostro livello personale, per prenderci in mano così come siamo. Quanto amore!

Don Gianfranco Quadranti