11 novembre, festa liturgica di SAN MARTINO DI TOURS (317-397), vescovo

Pubblicato giorno 11 novembre 2020 - In home page

IMG_1677 (2)

11 novembre, festa liturgica di SAN MARTINO DI TOURS (317-397), vescovo

Non potendo celebrare quest’anno la festa liturgica di San Martino nell’antica chiesa di Mendrisio a lui dedicata e la tradizionale fiera, di seguito trovate una breve biografia del Santo e una preghiera, corredate da alcune immagini. L’effige di S. Martino in questi giorni è esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano.

A San Martino e ai Santi Medici nostri patroni chiediamo la loro potente intercessione presso Dio, per la nostra città e per tutti coloro che soffrono in questo tempo di pandemia.

Martino nacque nel 317 in Pannonia, nella città fortificata di Sabaria, nell’attuale Ungheria. Le notizie della sua vita ci sono state tramandate dal suo biografo, Sulpicio Severo. Figlio di un soldato romano fu costretto dal padre ad arruolarsi nell’esercito imperiale. Per venticinque anni Martino prestò servizio all’imperatore, in questo tempo ebbe modo di incontrare e di accogliere la fede cristiana. La svolta decisiva della sua vita avvenne alle porte di Amiens, quando il giovane soldato, ancora catecumeno, donò a un povero la metà del la propria clamide – il mantello bianco della guardia imperiale – dopo averla tagliata in due con la spada. La notte successiva in sogno Martino vide che Gesù stesso era rivestito del mantello che egli aveva condiviso col mendicante. Lasciato l’esercito nel 356 si diede alla vita monastica, fondando a Ligugé, assieme ad Ilario, il santo vescovo di Poitiers, il primo monastero delle Gallie.

Eletto vescovo di Tours, egli restò fedele alla sua vocazione monastica, e fondò a Marmoutiers un cenobio che rimase fino alla fine la sua dimora. Per questo suo genere di vita, fondato sulla comunione fraterna, la condivisione dei beni, la preghiera comune e la predicazione, Sulpicio lo definì «Uomo veramente simile agli apostoli». Martino si prodigò fino all’ultimo dei suoi giorni per annunciare il Vangelo nelle campagne, creando le prime parrocchie rurali. Morì a Candes, nei pressi di Tours, l’8 novembre del 397; con lui si apre la schiera dei confessori della fede. Così Sulpicio Severo descrive la figura del Santo nella sua “Vita Martini”:

“Oh, uomo veramente santo, in cui non fu luogo a frode: nessuno giudicando, nessuno condannando, a nessuno rendendo male per male. Poiché tanta pazienza assunse come difesa da tutte le ingiurie, da poter venire impunemente oltraggiato, anche dagli ultimi chierici, lui che era il sommo sacerdote, né perciò li destituì dalla loro funzione, o li respinse, per quanto dipese da lui, dal suo affetto.

Nessuno l’ha mai visto in collera, nessuno turbato, nessuno afflitto, nessuno in atto di ridere; fu sempre uguale a se stesso: il volto raggiante d’una letizia per così dire celeste, sembrava estraneo alla natura umana. Giammai null’altro era sulle sue labbra se non il Cristo; giammai null’altro nel suo cuore se non l’amore, se non la pace, se non la misericordia.” (Sulpicii Severi, Vita Martini, 26,5. 27,1-2, in “Vite dei santi”, a cura di Christine Mohrmann, Testo critico a cura di Jan W. Smit, traduzione di Luca Canali, Fondazione Lorenzo Valla, Vicenza 1983, p. 65).

Don Claudio Premoli

San Martino 11-002 (2)PREGHIERA

Signore,

Dio di tenerezza e d’amore,

Martino, nel povero, ti ha rivestito del suo mantello

e tu, nel battesimo, lo hai rivestito dell’uomo nuovo,

fino a costituirlo pastore del tuo popolo:

concedici in questa sua memoria

di ravvivare la nostra compassione per gli ultimi

e di rinnovare la nostra conversione verso di te, o Padre.

Per Cristo nostro Signore. Amen

IMG_1720 (2)
Condividi su:   Facebook Twitter Google

Lascia un commento

  • (will not be published)