1 avvento A 2022 – Amici della Parola Aprire gli occhi. Svegliarsi dal sonno. Stare pronti!

Pubblicato giorno 24 novembre 2022 - Educazione e spiritualità, In home page

È l’invito che ci fa la Parola vivente di Dio, Gesù Cristo, Uomo che in sé ha dentro tutto il Divino, Tento di esprimerlo con la povertà della mia parola di Uomo, cristiano, sacerdote. Per favore, lasciamo perdere l’avvento del Natale che la cultura mondana ripropone. Non vale la pena perché, dentro, ha tutta la povertà dell’umano che pensa e agisce come se fosse lui, Dio.  Prendiamo l’offerta di questo tempo di avvento, tempo di venuta del Risorto, quando il Padre lo deciderà. Questo tempo ultimo nel quale bisogna decidere da che parte stare, con chi stare. Tempo di riflettere sul senso della storia umana, perché Lui lo ha detto: “Vado al Padre ma tornerò a prendervi per stare sempre, voi tutti con me!”. Quello sarà l’unico Natale per sempre, tutti insieme.

Presi da mille cose, attratti da mille luci, sedotti da mille proposte, rischiamo di vivere senza una direzione, senza una meta. Ci dicono che siamo nel mondo globale! E quando mai? La nostra esistenza è allora condannata alla frammentazione, alla superficialità.

Gesù ci invita ad essere pronti. Pronti per che cosa?  Essere pronti significa vivere nella attesa che dà un senso ai suoi giorni. Come la sentinella scruta l’orizzonte, così il credente alza il suo sguardo verso il futuro, con fiducia e speranza. L’attendere obbliga al discernimento per decidere cosa fare, come fare, con chi fare Vita. Quello che accade oggi, quaggiù, non è la realtà ultima. Difficolta e sofferenze, sacrifici e fatiche acquistano un significato. L’attesa implica vigilanza, tenere gli occhi bene aperti, per cogliere i segni di una Presenza e non smarrire il filo conduttore di una storia che va verso il compimento. L’attesa del discepolo non ha nulla a che fare con la paura, ma va nutrita di amore, operosità e pace, perché la felicità definitiva per tutti si sta realizzando. Chi ancora alla domenica, giorno del Risorto, va “a messa”, vive l’incontro con Gesù, lo conferma dopo le parole consacratorie del pane e del vino: “in attesa della tua venuta”. L’eucaristia è il massimo segno-sacramento di Lui che ritorna. Ogni eucaristia è natale, è avvento, è realtà della Sua Divina Presenza. Ma perché la messa domenicale è così tralasciata? Dimenticata? Disattesa? …ma guarda, proprio dai cristiani!!!! Io credo che Dio mi sia sempre presente, Dio non mi abbandona, mai! Posso  dirmi in totale sincerità: “Anche io non abbandono mai Dio!”

Mi chiedo: con quali intenzioni vivo l’avvento? Mi impegno a riflettere sul senso dell’attesa di Lui? Quando vado all’eucaristia come decido di ascoltarlo? Come voglio vivere, giorno dopo giorno, la mia Comunione personale con Lui? Mi impegno a contattare qualche fratello e sorella per mettersi in discussione insieme sul da farsi? Quale regalo natalizio intendo farmi? Darmi qualcosa o vivere la relazione d’amore con Gesù?

Don Gianfranco Quadranti