Un omaggio a tutte le mamme nel giorno della loro festa

Pubblicato giorno 10 maggio 2020 - Educazione e spiritualità, Gruppo famiglie, In home page

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Un’immagine di un’opera d’arte e un componimento poetico che la descrive. La Visitazione di Luca della Robbia, gruppo scultoreo a grandezza naturale conservato nella chiesa di San Giovanni Forcivitas a Pistoia, risalente al 1445 ca., in maiolica invetriata. Un componimento di Margherita Guidacci (Firenze 25 aprile 1921 – Roma 19 giugno 1992), poetessa ingiustamente dimenticata; di se stessa e della sua vocazione letteraria ebbe a dire: “Non ho scelto di essere poeta. Lo sono stata perché tale è la mia natura… La poesia non è un atto di volontà, è un atto di vita, e come la vita, contiene in sé motivazione e gioia sufficienti”. La lirica che segue coglie l’essenza dell’opera robbiana: l’incontro fra due generazioni di donne che custodiscono nel loro grembo il prorompente mistero della vita e il suo svelarsi come dono per sé e per l’intera umanità. Questo l’omaggio alla mia e a tutte le mamme. Auguri!

don Claudio

Luca della Robbia: Visitazione

(chiesa di San Giovanni Forcivitas, a Pistoia)

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Così lontane di età, di figura.

La giovane – che quasi

è ancora una bambina – ha il fresco viso

dell’innocenza, la tenera luce

del cielo che si specchia in una sorgente.

L’altra, l’anziana, segnata da tante

fatiche ormai e dolori, somiglia un albero

nodoso e storto, piegato dal peso

degli anni e delle bufere.

Eppure son vicine – indicibilmente.

Non solo nel legame di sangue o nell’affetto

dell’abbraccio a cui entrambe si protendono.

Un segreto le unisce, quale mai

da alcuna donna fu condiviso. Sobbalza

il figlio nell’antico grembo

di Elisabetta, alla presenza

recata da Maria, del Redentore

ch’egli precorrerà con il suo grido

nel deserto. Per ora s’alza il grido

d’Elisabetta, estatico, ed il canto

del Magnificat dalle pure labbra

della Vergine. Intanto

Vita e morte si affrontano

già in una piega del tempo, nascosta

ma prossima a svelarsi, nel duello mirabile

da cui la sorte umana sarà decisa.

E Cristo ed il suo ultimo Profeta

sono intenti a quell’attimo.

Così le madri, assorte

nello stesso presagio, docilmente ubbidiscono

ai disegni di Dio, pure se un brivido

le coglie a un tratto dal futuro: freddo guizzo di lama

contro una bella e fiera testa che non vorrà piegarsi

o, sopra un monte doloroso, l’ombra

immensa di una croce.

(dalla raccolta postuma: Anelli del tempo [1993], Varie)

 

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