FESTA DI CRISTO RE

Pubblicato giorno 21 novembre 2020 - In home page

Bilancia (2)

FESTA DI CRISTO RE E SIGNORE DELL’ UNIVERSO . ( Mt 25,31-46 )

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, siederà sul trono della sua gloria.” Il Figlio dell’Uomo nella fede dei cristiani è Cristo – il mandato da Dio – , Dio in carne umana. Allora si può dedurre che Dio, il Mistero venuto dentro l’Umanità, ha un volto umano, in un corpo umano, nelle sue potenzialità e nei suoi limiti. Verrà! Verbo al futuro quindi un fatto che sarà realtà e Gesù stesso precisa “che solo il Padre lo sa quando avverrà”. A chi si ritiene Amico della Parola Viva, Gesù, è ri-chiesta una fede-abbandono fiducioso e totale in Dio. Fede a tutta prova, come si dice! “Siederà sul trono “. Gesù sta al centro della storia, non come datazione, a. e d. Cristo, ma come risposta globale e vera sul senso dell’esistenza delle “cose visibili e invisibili”. Certo non si crede solo a ciò che si vede. Non siamo imparentati con San Tommaso, “se vedo credo”. C’è un mondo spirituale, una realtà invisibile di cui non possiamo farcene alcuna immagine. Tutto quanto esiste , “tutti i popoli” si confronteranno con la realtà invisibile di Dio ma visibile nel volto umano del suo Cristo. Lui, l’ Unico, il Signore “ che era, che è, che verrà”. “….della sua gloria”. Niente scenografia cinematografica, niente personaggi di Corte, nessuna legge che determini come si svolgerà il giudizio finale. Nessuna programmazione televisiva. Nessun giudizio tribunalesco. Ognuno vedrà in se stesso, nel profondo del suo essere, se ha vissuto “la gloria del servire Dio e l’Altro, ogni Altro, dentro e fuori le religioni, credenti e non credenti, con la sola qualifica dell’aver “servito con Amore” Dio, visto, creduto, amato nell’altro, in ogni Persona. Si! Perché Dio è così! Non giudice da tribunale. Dio è Amore! Dio è sempre in uscita da Sé verso tutti quelli creati, perché da Lui pensati e amati, da sempre e per sempre staranno con Lui. “Avevo fame….mi avete… Venite a me benedetti! ….Non mi avete…. Lontani da me maledetti!”. Linguaggio duro da accettare ma è Parola divina. Ma come la mettiamo allora con la misericordia divina? Semplice! Dio non condanna mai. Solo dal libero personale rifiuto, arriva l’ autocondanna. Si continua a vivere in eterno, odiando sempre se stessi, per non aver scelto Amore e Misericordia, come fa Dio nel suo Figlio fatto Uomo, Gesù Cristo. Veramente un Re, totalmente diverso dai re dell’umanità. La Parola ci pone davanti a questo strano re! E’ vangelo, è lieta notizia da accogliere e viverla. Roberto Laurita commenta: “……Strano re, ma anche strana gente, questa che sfama, disseta, veste, ospita, visita senza averlo riconosciuto, ma solamente perché mossa a compassione di fronte alla sofferenza, alla fatica di vivere, alla difficoltà. Strana gente che non si è preoccupata di dare per ricevere qualcosa in contraccambio, ma lo ha fatto spontaneamente, generosamente, gratuitamente. E proprio in questo hanno rivelato di essere figli di quel Padre che ama tutti, buoni e cattivi, che continua ad offrire a tutti la sua tenerezza, anche se immeritata. Strana gente anche quelli che non l’hanno “visto” né “riconosciuto”, come tante persone di ogni tempo che anche se c’erano, non vedevano, e che in ogni caso avrebbero girato il capo dall’altra parte, per non sentirsi chiamate in causa. Gente che ha passato l’esistenza a preservarsi da ogni più piccola “seccatura” e che non ha riconosciuto il re che chiedeva, che tendeva la mano, che pativa. Gente che ha scorso i giornali cercando di capire la storia e non ha osservato chi gli stava vicino. Gente che è andata al tempio per pregare il Dio che sta nei cieli e non lo ha soccorso qui, su questa terra…..” Terribile questo virus spirituale cui nessun vaccino può fare qualcosa perché in libertà si rifiuta, in libertà si resta indifferenti! Il profeta scrive: “Dice il Signore: colui che è né caldo né freddo – indifferente – io lo sto per vomitare”. Questa parola la spiegai nel lontano 1963 in una omelia e alle 12.20 squilla il telefono e un mio superiore mi domanda “Cosa hai detto in predica stamattina? Era meglio non commentare!” Ribattei che “era scritto come Parola di Dio!” Qualche Anima pia, devota, era stata scossa e ha reclamato in Curia! Pazienza. Con Amore la penso viva in Dio, felice, Beata, Santa.

Don Gianfranco

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