Domenica delle palme – Amici della Parola Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca. 22, 14 – 23, 56. Camminava davanti a tutti

Pubblicato giorno 8 aprile 2022 - Educazione e spiritualità

È un Gesù deciso, fortemente determinato, quello che sale a Gerusalemme, sapendo bene di andare incontro a una morte dolorosa e terribile. Il suo percorso, cominciato nella sinagoga di Nazaret con la rivelazione della sua identità di Messia, con il suo annuncio di misericordia e di grazia, si conclude a Gerusalemme. Lì egli offrirà la sua testimonianza suprema, mostrerà un amore smisurato, che non si sottrae alle sofferenze e alla morte. Gesù affronta questa “salita” con fiducia.

La sua vita non è nelle mani degli uomini, ma in quelle di Dio, il Padre suo.

È un Profeta disarmato quello che entra nella Città santa. La sua cavalcatura, un puledro di asina, non ha nulla di guerresco. Egli non vuole imporsi con la forza, non intende fare sfoggio di potenza.

È un Messia indifeso quello che affronta il grumo di odio e di cattiveria che gli si sta per scatenare contro. Del resto non può essere altrimenti. Egli viene ad offrire il suo amore, un amore tenace,

illimitato, perché chi ama è sempre disarmato. Perché non pensa a proteggersi, perché si espone, disposto anche ad andare incontro al rifiuto e all’ingiuria. È a questo Gesù che la folla dei discepoli manifesta la sua simpatia e la sua gioia, per tutto quello che ha detto e fatto, per benedire lui venuto a portare la pace.  Il Messia non può essere scambiato per il potente di turno.

Il modo in cui si presenta, la sua mitezza, la sua povertà escludono qualsiasi sogno di potenza e di gloria. Le parole di lode al Messia lasceranno il posto di lì a poco alle grida e alle urla della folla che chiede la sua morte sulla croce. Quest’entusiasmo è una sorta di viatico, un accompagnamento sincero per lui che spezzerà se stesso fino alla fine, per la vita del mondo.

L’immagine della forza potente dell’ulivo richiami ogni cristiano a spremersi in gesti di amore e servizio, dentro l’umanità odierna, dispersa, divisa, che spreca energia in lotte e guerre invece di essere il buon olio profumato che cura e guarisce le ferite del male. 

Viviamo in santità questa settimana e per quanto possibile uniti alla Comunità cristiana nelle celebrazioni.  (Roberto Laurita-SdP n. 535 Ed. Queriniana )

Giovedi santo nella memoria dell’eucaristia e del dono del sacerdozio. Venerdi santo nella memoria della passione e morte del Signore Gesù. Sabato santo nella veglia pasquale della risurrezione. Domenica di Pasqua nella speranza della vita eterna, tutti abbracciati con il Risorto.

Don Gianfranco Quadranti