Domenica 10 ordinaria – Amici della Parola Dal Vangelo secondo Marco Mc 3,20-35

Pubblicato giorno 8 giugno 2021 - Educazione e spiritualità, In home page


La vita  umana e la sua storia, sia personale sia collettiva, è una lotta drammatica tra il bene e il male. C’è qualcosa di misterioso nel profondo della psiche e del cuore umano che lo spinge a lasciarsi andare in uno stile di vita pericoloso mentre è forte e presente il richiamo al bene, ai valori  del bello e del vero, alla bellezza dell’umano.

Il Concilio Vatt. II nel documento “Gaudium et spes – gioia e speranza del mondo”,  (GS 37b).  riporta questo pensiero:

 «Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore (cf Mt 24, 13; 13,24-30 e 36-43), fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene ».

 L’esistenza cristiana comincia con la vittoria radicale sul male e su satana. Gesù ci ricorda che esiste questo essere – una persona  spirituale – che gode nel dividere-separare l’essere umano, dentro di sé e  con gli altri. Gesù riporta il nome antico ebraico di questo essere: Beelzebul. Un nome collegato al nome della divinità fenicia di Ekron con il significato di “Signore/Dio di ciò che vola” ovvero come “Signore/Dio delle mosche”,[4] le quali sono definite nella prima cultura ebraica (Isa 7:18; Qoh 10:1) come qualcosa di fastidioso

Fare il male, vivere male è fastidioso, deprimente.

Nel Rito del battesimo siamo stati unti sul petto – sede del cuore inteso come vita di amore – per essere forti in questa lotta interiore ed esterna contro il male. Il mistero del male infatti, non è una fantasia, ma una realtà.  Scandalizzò il mondo occidentale nel 1972 Papa Paolo VI quando disse:«Il male non è soltanto una deficienza, ma una efficienza di un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore>

Nella 2° lettura s. Paolo ci ha confermato che grazie al dono della fede il nostro “uomo interiore” cresce fino ad arrivare alla realtà eterna della vita, per ora invisibile. Ma il Risorto ne è, per ora, il primo e unico segno.

Dal vangelo di oggi sappiamo che la logica di Dio non entra così facilmente dentro la nostra, tant’è vero che i suoi parenti di Nazareth lo ritengono “fuori di sé” mentre altri un posseduto da Satana. Per fede ma anche nella realtà del fatto storico della risurrezione noi possiamo dire che Dio è UN ESSERE FUORI DI SE’. 

Dio Padre esce fuori da sé e tramite il Figlio crea la vita e l’universo dando inizio ad una evoluzione naturale e storica impressionante. 

Il rifiuto libero umano alla logica divina fa si che il Figlio ESCE FUORI DI SE’, SI INCARNA, SALVA E LIBERA TUTTI CON IL DONO TOTALE DELLA SUA VITA PASSANTE DALLA MORTE IN CROCE ALLA RISURREZIONE.

Ancora DIO E’ COSI’ FUORI DI SE’  CHE VUOLE LA CHIESA COME FAMIGLIA UMANA . Ecco chi diventa padre-madre-figlio- prossimo di Dio: chi lo vuol essere vive in libertà difendendo, rispettando, amando e servendo ogni persona umana. “Chi compie la volontà di Dio costui è mio fratello, sorella e madre”
O Padre, che hai mandato il tuo Figlio a liberarci dalla schiavitù
di satana, sostienici con le armi della fede, perché nel combattimento
quotidiano contro il maligno partecipiamo alla vittoria pasquale del Cristo.
Egli è Dio e vive e regna con te …

Don Gianfranco Quadranti

Lascia un commento

  • (will not be published)