Battesimo del Signore – Amici della Parola

Pubblicato giorno 11 gennaio 2022 - Educazione e spiritualità, In home page

Il Figlio di Dio  si è incarnato per aiutarci a essere la sua Chiesa, una Comunità Umana, che sia Comunione di Persone, di Popoli. L’Epifania e i Magi confermano questo progetto. Loro, mossi dal desiderio di Dio, si sonno messi in cammino, primo passo per costruire questa Chiesa.

Cossa ne abbiamo fatta in 2000 anni?  Siamo ben lontani! Il Popolo di Dio che siete voi, tutti i cristiani, che siete nelle varie tipologie di Chiese, che avete fatto finora?

La risposta che io sento dentro è questa: vi manca il desiderio di Gesù, di stare assieme di più, tutti con lui e tra noi. Ma guardate cosa disse Papa Francesco nell’omelia dell’Epifania. Ha espresso quello che io sento dentro. Sono stanco di una Chiesa clericale, dove il prete, le suore, tutti religiosi e religiose, devono fare da soli e la gente sta comoda in poltrona. Leggiamo queste parole di Francesco, diamoci da fare, datevi da fare, scuotete i preti clericali, che si preoccupano solo del ritualismo e non del formare la gente come Chiesa del Signore! Ha detto Papa Francesco:

“Ma da dove è partito il pellegrinaggio dei magi incontro a Gesù? Che cosa ha mosso questi uomini d’Oriente a mettersi in viaggio? Avevano ottimi alibi per non partire. Erano sapienti e astrologi, avevano fama e ricchezza. Raggiunta una tale sicurezza culturale, sociale ed economica, potevano accomodarsi su ciò che sapevano e su ciò che avevano, starsene tranquilli.Da quando si è iniziato il cammino di Presenza mi sembra che ci siamo accomodati, abbiamo lasciato andare avanti, spesso soli, il prete, le suore, il mantenimento della casa. Ma la comunità dove è finita? Chi di voi ha avuto coraggio di farsi avanti, di trovarsi, interrogarsi e fare concretamente qualcosa gli uni per gli altri? Riprendo le parole del Papa:

“I Magi si lasciano inquietare da una domanda e da un segno: «Dov’è colui che è nato? Abbiamo visto spuntare la sua stella» (Mt 2,2). Questa sana inquietudine, che li ha portati a peregrinare, da dove nasce? Nasce dal desiderio. Ecco il loro segreto interiore: saper desiderare. Meditiamo su questo. Desiderare significa tenere vivo il fuoco che arde dentro di noi e ci spinge a cercare oltre l’immediato, oltre il visibile. Desiderare è accogliere la vita come un mistero che ci supera, come una fessura sempre aperta che invita a guardare oltre, perché la vita non è “tutta qui”, è anche “altrove”. ..Sì, perché Dio ci ha fatti così: impastati di desiderio; orientati, come i magi, verso le stelle. Possiamo dire, senza esagerare, che noi siamo ciò che desideriamo. Perché sono i desideri ad allargare il nostro sguardo e a spingere la vita oltre: oltre le barriere dell’abitudine, oltre una vita appiattita sul consumo, oltre una fede ripetitiva e stanca, oltre la paura di metterci in gioco, di impegnarci per gli altri e per il bene. «La nostra vita – diceva Sant’Agostino – è una ginnastica del desiderio» . A volte noi viviamo uno spirito di “parcheggio”, viviamo parcheggiati, senza questo slancio del desiderio che ci porta più avanti. Ci fa bene chiederci: a che punto siamo nel viaggio della fede? Non siamo da troppo tempo bloccati, parcheggiati dentro una religione convenzionale, esteriore, formale, che non scalda più il cuore e non cambia la vita? Le nostre parole e i nostri riti innescano nel cuore della gente il desiderio di muoversi incontro a Dio oppure sono “lingua morta”, che parla solo di sé stessa e a sé stessa? È triste quando una comunità di credenti non desidera più e, stanca, si trascina nel gestire le cose invece che lasciarsi spiazzare da Gesù, dalla gioia dirompente e scomodante del Vangelo. È triste quando un sacerdote ha chiuso la porta del desiderio; è triste cadere nel funzionalismo clericale, è molto triste.”

Termino: personalmente e con le mie Suore non ci siamo parcheggiati. Abbiamo dato quanto potevamo, pur incontrando ostacoli e qualche incomprensione. A Dio il giudizio. Ma resta duramente reale la domanda: voi battezzati, popolo di Dio, vi decidete a prendere in mano la Comunità parrocchiale perché non sia sempre e solo clericale? Oggi è il giorno per ritornare ad alimentare il desiderio .

Don Gianfranco Quadranti

Lascia un commento

  • (will not be published)