Amici parola 30 ordinaria Es 22,20-26 Sal 17 1Ts 1,5-10 Mt 22,34-40

Pubblicato giorno 23 ottobre 2020 - In home page

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“Maestro nella Legge qual è il comandamento più grande?”

In questa domenica risuona solenne la proclamazione del comandamento dell’amore. Il Signore lo indica come centro e cuore della fede cristiana, fonte di ispirazione e di normatività per parole, gesti e atteggiamenti, sia del culto che della vita, attraverso la valorizzazione di tutti i momenti che manifestano che la Chiesa è comunione di  amore. 

La questione è seria: nelle tante cose della vita è  possibile fare ordine? È ipotizzabile avere una gerarchia dei valori e delle priorità, o dobbiamo rassegnarci al fatto che il mondo è una enorme stanza sempre in un caotico disordine?

E se andiamo sul piano religioso, si pone la stessa questione: tra le cose della fede ci sono degli essenziali, delle priorità, o le quisquiglie hanno la stessa rilevanza dei valori assoluti fondanti la vita? La risposta che emerge dal contesto socio-culturale odierno è abbastanza scontata: va bene tutto e il contrario di tutto, secondo il costume propugnato da una diffusa “dittatura del relativismo e dell’indifferenza”.

Gesù offre risposta chiara che non sta nell’uomo e nelle sue abitudini, ma in Dio. La risposta che Gesù dona non sono le parole della Legge, ma dell’amore; non è lo spirito del legislatore, ma dell’innamorato; non è l’atteggiamento del suddito, ma di un figlio chiamato ad amare il Padre. 

Come si fa, dunque, a mettere ordine nella propria vita?

“Date a Dio ciò che è di Dio!”  Cosa dare?

Quanto più Dio viene rimesso al centro, tanto più l’uomo si ritrova al centro !!!!!

E quanto più Dio viene offuscato, tanto più l’uomo viene ottenebrato, soprattutto dal momento in cui il Signore Gesù ha reso inscindibili i due comandamenti, anzi, li ha coniugati in uno solo nella sua persona. In lui non è più possibile distinguere Dio dall’uomo, perché Gesù è totalmente Dio e totalmente uomo. In Cristo Dio ha deciso di amare l’uomo sempre !, Se Dio è così e si comporta così, l’uomo che è sua immagine e somiglianza, non può che essere così e agire così. Ogni uomo deve prendersi cura di ogni uomo! Soprattutto dei più poveri vittime dell’ingiustizia, indicati nella Bibbia nelle categorie dell’orfano, della vedova, del forestiero. Perché prendersi cura di loro? Perché così ha fatto Dio con Israele. Perché dobbiamo essere “amanti”? Perché siamo “amati”!  MA OGGI NON SOLO A MISURA DEL SINGOLO UOMO-DONNA MA A MISURA DEL MONDO INTERO.  “TUTTI FRATELLI” (enciclica di Papa Francesco pubblicata ad Assisi il 4 ottobre 2020).  In base agli eventi degli ultimi mesi, a maggior ragione ! Infatti prima l’esodo di masse incalcolabili, poi la pandemia che ci ha resi tutti “orfano, vedova, forestiero”, quindi non possiamo che allargare il discorso alle dimensioni del mondo.  Un bilancio della vita delle persone, di un’epoca, sarà positivo solo se tradurrà quanto san Paolo dichiara a conclusione del capitolo 13 della prima lettera ai Corinzi: alla fine di tutto «dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore» (1 Cor 13,13). 

Vale la pena, a questo proposito, ricordare una frase di Sant’Agostino:

«Signore, di ogni cosa si deve dire che non la si ama se non la si conosce. Ma di te si deve dire anche il contrario: non ti si conosce se non ti si ama».

NB.- documentati ricercando in cronaca tv 2000 (del Vaticano) sull’incontro mondiale  “giornata mondiale delle religioni di preghiera per la pace”, avvenuta in Campidoglio- Roma il 20 ottobre 2020….o ricerca nel  web/sito Vaticano le preghiere-testimonianze dei lider religiosi mondiali.

Cerca, medita, cresci nella mente e nel  cuore aperto al mondo, in nome della  fraternità universale. Non finire nella discarica dell’indifferenza, dello scarto ideologico, nel mondo del disamore! Non finire lì, ti prego!                                                                                                                Don Gianfranco Quadranti

            Dalle spine globali del mondo ……………………….. fioriscano frutti dell’Amore fraterno!       

                                                                    

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