Amici della Parola 33 ordinaria

Pubblicato giorno 13 novembre 2020 - In home page

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Amici della Parola                                     33 ordinaria

Pr 31,10-13.19-20.30-31   Sal 127   1Ts 5,1-6   Mt 25,14-30

La parabola è di viva attualità: attira i nostri sguardi su Dio e sulla sua bontà, sulla sua vicinanza, sulla sua presenza capace di trasfigurare la nostra storia. Per sempre. Per l’eternità. Sì, per quanto possa sembrare strano, nella parabola è solo questione di fiducia.

–Una fiducia ben riposta oppure mal riposta. Dipende dalla libertà personale e dall’apertura del cuore.  La fiducia corre dei rischi, i rischi connessi con la vita, fa commettere degli sbagli, è vero. Ma li fa anche superare.

– La fiducia fa aprire al nuovo perché per investire bisogna avventurarsi su strade non percorse. La paura chiude inesorabilmente nel vecchio. Si crede che ci sia solo qualcosa da conservare così com’è. Quasi che il Vangelo sia un pacchetto da restituire sigillato e integro al momento in cui il Signore ritornerà nella gloria.

– Il vangelo di oggi è proprio un inno alla fiducia, un invito a fidarsi di Dio e dei fratelli e quindi a “investire” in situazioni nuove il Vangelo che è stato messo nelle nostre mani. 

Fiducia anche all’interno della Chiesa, tra coloro che operano nella comunità cristiana, con mansioni e ruoli diversi. Fa male quando ti accorgi che l’altro ha doppia faccia! La paura e il sospetto uccidono le nostre parrocchie, specie l`indifferenza. Che è tantissima!

E fiducia anche nella famiglia, tra genitori e figli e tra figli e genitori. Una fiducia che nasce proprio dall’amore, dal bene che ci si vuole. Perché i figli non sono un investimento, ma un

dono. E se agiscono con sincerità hanno il diritto di sbagliare e  la stessa cosa vale anche per i genitori, ma tutti con il dovere di correggersi! Fiducia nei confronti dei colleghi, dei compagni di strada, degli amici… Preziosa e benedetta fiducia!

Cosa farà la nostra comunità? C’è da ricordare che nella “bottega di Dio” non si regalano mai “frutti”, ma solo “semi”. Dio non vuole fare tutto lui. Chiede collaborazione, partecipazione, corresponsabilità. 

Il Cristiano esporrà il vangelo ai quattro venti della storia, perché porti tutto il frutto di cui è capace. 

Un grazie a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, si mettono a servizio degli altri fuori e dentro la comunità cristiana. La chiusura che il Covid19 impone stimoli la nostra inventiva, la nostra fantasia, il nostro spirito di iniziativa.

Cosa farà questa comunità che oggi intende la parabola dei talenti? Sotterrerà il Vangelo per custodirlo meglio? Lo collocherà al sicuro, in qualche museo, facendolo figurare in un nutrito catalogo? Oppure lo esporrà ai quattro venti della storia, perché porti tutto il frutto di cui è capace? La parabola non sembra avere dubbi al proposito.

Fiducia e sincerità! Sincerità coraggiosa e fiducia benedetta ! Fiducia in Dio! Fiducia nell’Uomo!

Diamo spazio all’eternità, dentro una Bellezza più immensa, Dio.

Partirà… la nave partirà…noi sappiamo dove va!

          Don Gianfranco

 

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