Amici della Parola

Pubblicato giorno 8 gennaio 2021 - Educazione e spiritualità

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Battesimo Gesù

La voce del Padre riconosce in Gesù il Figlio prediletto, il dono perfetto del suo amore fatto a tutti gli uomini. Una manifestazione per noi, oggi. Noi che abbiamo celebrato il Natale sapremo aprirci alla parola che ci raggiunge, al dono dello Spirito? Sapremo vivere quella relazione con Dio che ci rende figli pieni di fiducia e di amore, generati ad un’esistenza nuova? Le letture bibliche intendono accentuare il realismo dell’incarnazione attraverso il richiamo alla concretezza di molti elementi naturali (acqua, pane, pioggia, neve, sangue…).

In Gesù di Nazaret che si reca al Giordano per farsi battezzare da Giovanni si rivela veramente il Figlio di Dio (vangelo). Il volto umano di Dio è una «via» che sbaraglia ogni altra immaginabile «via», è un «pensiero» che sorprende quanto «il cielo sovrasta la terra». L’umanità di Dio è sorpresa e scandalo, rivelazione e capovolgimento perché impegna ciascuno a vivere l’impegno a «osservare i suoi comandamenti » (seconda lettura). Riconoscere il Figlio di Dio nell’umanità di Gesù è l’inizio della storia della salvezza: su questo verremo giudicati (Mt 25). Dio scende in terra, si abbassa, si fa terra nella carne dell’Uomo Gesù, Suo Figlio, Parola eterna creatrice.

E i luoghi in cui si avvera questo “abbassamento” di Dio, geograficamente sono il fiume Giordano, il monte Tabor, il Golgota. Betlemme è importante per l’incarnazione ma passa in seconda fila. Dai cieli agli inferi, dal punto più alto del firmamento a quello più basso della terra. In questo senso è un dato interessante quello che vede il fiume Giordano scorrere in una delle più profonde depressioni del pianeta terrestre, un elemento che può diventare un esempio sulla virtù fondamentale per riconoscere Dio nella nostra vita: UMILTA!

Il Dio Trinità rivela il suo volto sulla terra, dentro all’acqua di un fiume, con la discesa di una nube, di una voce che attesta che quell’uomo di nome Gesù, che viene da Nazaret di Galilea, è veramente «il Figlio mio, l’amato». Si può ben associare la voce del Padre al Giordano con il grido di Gesù sulla croce (secondo Matteo e Marco: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?»; secondo Luca: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito»). Una voce che scende e un grido che sale che si incontrano perché c’è una coerenza salvifica nella scelta dell’incarnazione che trova compimento nel mistero pasquale.

Così, cari Amici della Parola, ci incamminiamo verso il vero Natale definitivo, reale e risolutivo sul senso globale dell’esistenza di tutto, il MATTINO DI PASQUA NELLA RISURREZIONE E’ IL NATALE PER TUTTI. Dall’abbassamento di Dio e nostro nell’umiltà si risale al cielo, alla pienezza della vita divina con il Risorto.

Pensiamoci, riflettiamo, preghiamo cuore a cuore con Gesù nell’amore del Padre e nella forza potente dello Spirito.

Si può volare bene con Gesù verso il Padre!

(foto don Gianfranco)

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