4 pasqua C – Amici della Parola Vangelo: Gv 10,27-30 Cristiani

Pubblicato giorno 5 maggio 2022 - Educazione e spiritualità

Se ne sentono tante al proposito: credenti non praticanti, praticanti non credenti, cultori del fai-da-te, affezionati al supermarket del sacro e delle devozioni, ricercatori assidui del miracoloso, appassionati per l’esoterico…Tutti si dichiarano cristiani. Il vangelo di oggi sembra fatto apposta per andare al cuore della domanda:  chi è veramente un cristiano, un discepolo di Gesù?

Ecco la risposta, data brevemente, utilizzando solo tre verbi. Due hanno per soggetto i cristiani, uno Gesù stesso. L’immagine è comune: Gesù si presenta come il buon pastore, i suoi seguaci come le pecore.

Ascoltare: verbo cosi difficile da praticare, con il prossimo ma anche con Dio. Sono in tanti ad affermare di “parlare con Dio” nei più diversi momenti della loro giornata (ma particolarmente nel bisogno). Quanto ad ascoltare la “voce di Gesù”, le cose vanno ben diversamente. E invece Gesù comincia proprio da li, dall’ascolto.  Il cristiano e uno che “ascolta la sua voce”.

Conoscere: si tratta di una conoscenza che nasce da una relazione d’amore. Non è – a scanso di equivoci – il “Dio ti vede” che generava paura e imbarazzo; e piuttosto lo sguardo pieno di benevolenza che Gesù ha offerto a tanta gente e che continua a offrire ad ognuno di noi.

Seguire: verbo di movimento, che implica distacco dalla situazione in cui ci si trova, abbandono delle sicurezze di sempre (casa, famiglia, lavoro, beni) per andar dietro a uno, fidandosi di lui. L’esatto contrario di chi ha bisogno di “idoli” per sentirsi tranquillo. Non si tratta di portarsi dietro un qualche amuleto (un’immagine, una catenina, un quadretto), nell’illusione di far viaggiare Dio con noi. E proprio il contrario: noi seguiamo Gesù, il Figlio di Dio, anche quando la sua strada passa per sentieri impervi.

Ascoltare, conoscere, seguire: tre verbi di relazione, ma non di una relazione qualsiasi. Questa relazione cambia la vita. Ecco chi sono i cristiani.                        

(Roberto Laurita: SdP n.536 Ed.Queriniana)

Preghiera

Nel nostro rapporto con te, Gesù, tutto parte sempre dall’ascolto. Sì, perché tu parli al nostro cuore e fai intendere la tua voce. È un’esperienza misteriosa in cui riconosciamo che tu ti stai rivolgendo a noi, anche se mille suoni e colori sembrano fare da intralcio.

Tu ci conosci, Signore, fin nelle pieghe più segrete della nostra anima: tu vedi le debolezze, le fatiche, non ignori gli slanci e le infedeltà. Tu hai compassione di noi: delle promesse non mantenute, dell’egoismo persistente, di tanta zavorra che ci trasciniamo dietro.

Nonostante tutto, Gesù, tu ci ami. Hai dato la vita per noi, hai affrontato la morte per strapparci al potere del male e mostrarci come solo l’amore può cambiare la nostra storia. Per questo, Gesù, abbiamo deciso di seguirti. Non saremo dei discepoli perfetti, ma se ti affideremo la nostra vita, tu ci condurrai alle sorgenti della felicità e della pienezza. Se ci lasciamo guidare da te potremo attraversare sicuri anche le notti oscure del mondo.

Don Gianfranco Quadranti