34 ordinaria: Cristo Re Signore dell’universo – Amici della Parola Ap 1,5-8 Dn 7,13-14 Gv 18, 33-37 Un re scandaloso

Pubblicato giorno 18 novembre 2021 - Educazione e spiritualità

Re (4)

«Dunque tu sei re?». Gesù non si sottrae alla seconda domanda di Pilato. Una volta fatta cadere ogni ambiguità, egli dichiara la sua identità e la sua missione, ma anche la relazione che stringe con tutti quelli che sono disposti a credergli e ad affidargli la loro vita.

Ma che cosa significa qui, esattamente, questa parola? 

– è la Parola del Padre, che Gesù viene a presentare agli uomini;

– è lui stesso, la Parola fatta carne che ci fa conoscere il Padre;

– poiché lui stesso è la rivelazione piena e definitiva del mistero di Dio, Verità sull’esistenza. 

La Rivelazione che Gesù ci offre è passaggio indispensabile per entrare in una relazione profonda, unica, con Lui. È quanto viene adombrato dalla frase: «Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Il rapporto con Cristo non può fermarsi a quanto scritto nei vangeli, e neppure alle parole E c’è una sintonia che si crea tra lui e colui che lo accoglie, un legame profondo ed originale, in cui si tratta di impegnare tutta la propria esistenza. 

La mia esistenza è rivolta ad un solo sfondo: il crocifisso con la sua croce.

In cosa consiste la sua regalità e il suo potere? 

  • È il potere dell’amore che offre, non solo qualcosa, ma tutto se stesso.
  • È il potere dell’amore che accetta anche la morte, di scomparire, come il chicco di grano nel grembo della terra, per portare un frutto abbondante ed insperato.
  • È il potere dell’amore, l’unico in grado di cambiare la storia: trasfigura qualsiasi situazione e qualsiasi persona, fa irrompere il nuovo in tutto ciò che sembra irrimediabilmente segnato dalla cattiveria e dalla violenza, dall’ostilità e dal rifiuto.

Accogliere Cristo significa, in definitiva, mettersi per la sua stessa via, prendere su di sé la croce. 

Questo anno liturgico, che oggi si chiude, mi pone qualche interrogativo fondamentale. 

Qual è stato in questo tempo il mio potere? La mia regalità? La croce che mi ha toccato dentro il vissuto come l’ho capita? Rifiutata con arrabbiatura o abbracciata con amore?

Avverte il card. Carlo Maria Martini:   «La via della fede  è la via della croce, cioè l’affidarsi a lui, al suo disegno salvifico, il credere in lui crocifisso, segno dell’amore illimitato di Dio per l’uomo, seguire lui crocifisso, prenderlo per modello e guida, lasciarsi incorporare a lui senza spaventarsi della croce. È la via della vita, la vita di Dio con noi, per noi, in noi, come noi. È la via della vittoria di Dio, così come essa si snoda attraverso i sentieri di un’umanità frammentata e divisa, di una cultura decadente, di una società corrotta e corruttrice. La via della croce è la via della felicità al seguito di Cristo, nelle circostanze drammatiche del vivere umano storico, con le sue ingiustizie, fami, guerre, invidie, egoismi. È l’unica via possibile per salvarci…»

Don Gianfranco Quadranti

Lascia un commento

  • (will not be published)