33 ordinaria B – Amici della Parola Vangelo di Marco 13, 24-32 Gioia o terrore?

Pubblicato giorno 12 novembre 2021 - Vivere la carità

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Un altro anno liturgico sta per concludersi e siamo condotti dalla liturgia e dalla parola di Dio a ripensare l’esperienza umana della fine e della finitezza, nell’ottica di fede, di speranza e di amore, che ci viene dalla rivelazione e dalla salvezza realizzata da Cristo. Lo sguardo nuovo che siamo chiamati ad assumere attraverso la fede è quello che ci fa rovesciare il punto di vista rispetto all’esperienza umana: dalla morte rinasce la vita, come ci mostra e insegna la vicenda pasquale di Gesù. Il nostro interesse non sia rivolto alla curiosità dei tempi e dei modi, che non possiamo conoscere finché non li sperimenteremo, ma sia orientato alla meta luminosa che ci attende, per lasciarci attrarre da essa.

Che effetto vi faranno le parole che ascoltate questa domenica: gioia o terrore? Considerate le parole di Gesù un vero Vangelo, una “bella notizia” che rallegra i vostri giorni, oppure vi metterete a mugugnare di fronte a questa colata di previsioni?

Tutto dipende dal modo in cui vi vanno le cose. Se vi sentite al sicuro, con la vostra casa e il vostro lavoro… Se vi giudicate al coperto da qualsiasi sussulto dei mercati finanziari, grazie alla lista di beni mobili e immobili che custodite nel cassetto… Se, tutto sommato, pur essendo convinti che pagate molte tasse, vi sentite colmi di benessere, di tranquillità, vi sentite arrivati… Allora queste parole vi metteranno almeno un po’ di paura perché, se tutto cambia, chi ve lo assicura quell’angolino caldo che avete costruito un po’ alla volta? E qui non si tratta di un’operazione di facciata, di un cambiamento qualsiasi, qui si annuncia un capovolgimento!

Se invece appartenete alla schiera di quelli che non ne possono più, allora queste parole vi daranno un po’ di speranza. Tanto più che non si tratta di una promessa elettorale, ma di una parola di Gesù. Tanto più che lui stesso si impegna a realizzare il cambiamento, a portare a termine il suo progetto, che ha come primi destinatari i poveri…In definitiva, il vangelo di questa domenica farà emergere la nostra condizione, la categoria in cui ci troviamo, la fede e la speranza che animano effettivamente la nostra esistenza. Per chi considera il cristianesimo una polizza di assicurazione sulla vita, per assicurarsi – non si sa mai! – un futuro tranquillo, un po’ di spavento almeno ci sarà. Per chi ha “investito” tutto su quello che ha detto Gesù, sarà una bella domenica di festa, che lo convincerà ulteriormente di aver fatto bene a correre il rischio di essere suo discepolo.  Se invece appartenete alla schiera di quelli che non ne possono più, con le ingiustizie e i soprusi che devono subire, con le umiliazioni che devono sopportare, allora queste parole vi daranno un po’ di speranza. Tanto più che si tratta di una parola di Gesù. Tanto più che lui stesso si impegna a realizzare il cambiamento, a portare a termine il suo progetto, che ha come primi destinatari i poveri… In definitiva, il vangelo di questa domenica farà emergere la nostra condizione, la categoria in cui ci troviamo, la fede e la speranza che animano effettivamente la nostra esistenza.

 Per chi ha “investito” tutto su quello che ha detto Gesù, sarà una bella domenica di festa, che lo convincerà ulteriormente di aver fatto bene a correre il rischio di essere suo discepolo.

Don Gianfranco Quadranti

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