3 ordinaria “domenica della Bibbia” – Amici della Parola Vangelo: Lc 1,1-4; 4,14-21

Pubblicato giorno 20 gennaio 2022 - Educazione e spiritualità

Al cuore delle letture di questa domenica sta la parola di Dio. Anzi, più precisamente sta il rapporto della parola di Dio con la vita degli uomini e delle donne, con la loro storia. La mia storia, la vostra, la nostra.

La prima lettura ed il vangelo sono il racconto di due “liturgie della Parola” le quali mostrano, in diretta, che non solo le Scritture parlano di Dio ma che, in esse Dio stesso parla e che lo fa in modo efficace. E così, la parola finale del vangelo – «oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» – ci dice che la parola di Dio è anche per noi OGGI, per la nostra quotidianità e che attraverso di essa possiamo accedere alle meraviglie di Dio: quelle che egli ha compiuto “in quel tempo”, ma anche quelle che realizza nel “nostro tempo”. Ed allora potremo scoprire, grazie all’accoglienza e all’ascolto, che mentre leggiamo la parola di Dio è lei che legge il nostro oggi; che mentre la interpretiamo è lei che interpreta il nostro oggi. 

Viviamo brutti tempi: il vangelo è e resta uno splendido esempio di libro religioso. Luca ci invita a prendere più sul serio la nostra fede, a dedicare del tempo alla nostra preparazione, a renderci conto che la fede va nutrita, informata, capita, indagata. E invece no: le quattro nozioni imparate di malavoglia al catechismo sono, spesso, l’unico approccio al cristianesimo che abbiamo conosciuto.   Vuoi veramente cercare la fede? Indaga. Cerchi davvero Dio? Informati. Vuoi davvero dare senso alla tua vita? Fidati. Sì perché – ci ricorda Luca – la fede nasce dalla testimonianza di chi ha visto e creduto.

I Vangeli e tutte le Scritture non sono fantasia, non sono idee e neppure un elenco di norme di comportamento. Sono il racconto della Pasqua – del passaggio – di Dio nella storia degli uomini, la narrazione di un amore più forte della morte. È sulla solidità di questa certezza che ogni credente può appoggiarsi e così sentire di essere “amato da Dio”.  A chi o a che cosa affidiamo la nostra vita? E con quale accuratezza ricerchiamo Dio?

Gesù entra nella sinagoga di Nazareth, il luogo in cui è cresciuto, il luogo della quotidianità. C’è una Nazareth anche nella nostra vita: la nostra agenda, i nostri impegni, le abitudini e i gesti quotidiani. Ci sono in ognuno di noi zone di ombra in cui Dio è periferico? Questa è la grazia: sentirsi raggiunti da Dio nelle storture della vita, perfino prima della nostra conversione! 

Papa Francesco nel documento “La gioia del vangelo” scrive:

Gesù  ci raggiunge nella quotidianità e, paradossalmente, nelle distanze da lui.

E lo fa oggi, in ogni oggi, perché ciascuno possa sentire che il Vangelo è per oggi e che oggi «Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti» (cfr. Evangeli Gaudium, 164) . Grazie Gesù !

Don Gianfranco Quadranti