2 Pasqua C – Amici della parola MIO SIGNORE! MIO DIO!

Pubblicato giorno 21 aprile 2022 - Educazione e spiritualità

La fede nel Risorto è fondata solo sulla Parola di Dio scritta, sull’annuncio detto prima che il fatto avvenisse. Nessuno di noi, né prima né dopo di noi, è capace di prevedere il futuro. E la Parola scritta lo conferma in queste espressioni:

  • Io sono il Primo: tutto il passato si riassume e trova il suo pieno compimento in Lui. Non dimentichiamo che «tutto è stato fatto per mezzo di Lui» (il passato). Il compito del Risorto non è quello di cancellare il passato, ma di recuperarlo e di redimerlo. Scopro l’agire di Dio nel mio passato? So vedere l’agire di Dio in questi secoli, dentro una Chiesa che si è lasciata immergere nelle lotte politiche?
  • Io sono il Vivente: i cristiani non sono i nostalgici dei fatti  passati, ma i cantori dell’oggi della salvezza (il presente) che attraverso il memoriale (l’eucaristia) rende attuali per noi e per tutti i frutti della salvezza che ‘qui-ora’ quando celebriamo questo “mistero della fede”. Come mi rendo presente quando vado a celebrare con la Comunità? Mi rendo disponibile al Risorto che chiede di pregare per gli altri? Di agire per gli altri?
  • Io sono l’Ultimo: in alcuni casi sembrano sovrabbondare gli annunciatori di catastrofi, di castighi divini, di lacrime verginali, di inferni ricolmi, della fine del mondo. Nel clima di questa guerra in Europa e altre sparse nel pianeta, sono positivo nel dare speranza. Noi cristiani proclamiamo con gioia e con forza che l’Ultimo (il futuro) è il Risorto, Colui che ritornerà per rendere in tutti presente l’Unico Dio e Padre? 

La parola di Dio ci riporta alla piena comunione con il Risorto, il quale non cede alle nostre richieste immediate, ma eccede, sovrabbonda (è scritto così), nei suoi doni pasquali capaci di rendere nuova la nostra vita. Accostiamoci al Risorto come malati, lasciamo guarire! 

La storia della Chiesa è disseminata di persone che con la loro vita hanno mostrato al mondo che questa volontà non si è spenta e che nella fede in Gesù è possibile trovare la vera pienezza della vita. I santi. non sono stati i “perfetti” e nemmeno i “migliori”, ma veri e propri “malati”: ci affidiamo a loro e li preghiamo perché in loro riscopriamo che Dio veramente guarisce e redime la vita di chi si affida a lui. 

Giovanni apostolo, nel libro dell’Apocalisse scrive: «Mi voltai per vedere la voce che parlava con me».  Per vedere non la persona che parlava, ma la voce. Com’è possibile vedere una voce?

Passare dall’ascolto al desiderio di vedere, di sperimentare, e accogliere l’invito del Figlio dell’uomo a custodire e trasmettere. Questo è il contenuto vivo della nostra fede. La verità a cui Dio ci invita a credere è adesso: è Cristo che vive ora nella Chiesa e per mezzo dello Spirito trasforma il cuore degli uomini.

«Mio Signore e mio Dio!». Tommaso percorre quello che è il normale cammino di un uomo libero e ragionevole. Il Signore non è lontano: beati coloro che, senza andarlo a cercare chissà dove, lo incontrano nel proprio quotidiano, grazie ad un cuore fiducioso! Quanto è importante far parte di una comunità che sperimenta la vicinanza di Dio

Don Gianfranco Quadranti