1 DOMENICA QUARESIMA AMICI DELLA PAROLA SEPARARCI O UNIRCI ???

Pubblicato giorno 19 febbraio 2021 - Educazione e spiritualità, In home page

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Quaresima, cammino verso Pasqua passando per il deserto. Non è anche per noi questo tempo di pandemia un deserto? Nella tradizione biblica il deserto non è solo il luogo della tentazione, dove si avverte fame e sete e si rischia di perdere l’orientamento, dove si finisce addirittura col rimpiangere anche il tempo della schiavitù perché si aveva la pancia piena. No, il deserto e anche il luogo della scoperta: scoperta di ciò che e essenziale alla nostra vita, cioè la tenerezza, la provvidenza, la vicinanza di Dio. Il deserto allora non e solo luogo della solitudine, ma anche dell’amore. E proprio questa è stata l’esperienza di Gesù. E’  lo Spirito stesso a spingere Gesù nel deserto. 

Gesù risulta vittorioso sulle tentazioni e, proprio dopo aver sperimentato cosa significa amare nella fragilità  e affidarsi totalmente al Padre.   L’obiettivo del tentatore è chiaro: “separare” il Padre dal Figlio. 

Satana tenta noi a separarci dal Padre e dalla fraternità!

… Cosa fa il cristiano? Come il suo Signore, anche il cristiano deve rimanere attaccato al suo Signore. Però sente in sé la forza di auto-esibirsi, auto-costruirsi, da sé, come se…fosse Dio.

La “voglia” di esibire la forza: ecco la prima tentazione: entrare in una logica rassicurante,

quella di radunare energie e mezzi per riuscire a imporsi. Così si evita di affrontare le difficoltà nella debolezza, nella mitezza e ci si affida a un sistema che fa della potenza un obiettivo e un metodo.

La seconda tentazione è dunque quella della fuga, della costruzione di un recinto tranquillo nel quale vivere un’esperienza di comunione e di pace, con pochi intimi che la pensano allo stesso modo.  La tentazione di una vita cristiana facile è sempre in agguato. E talvolta va di pari passo con il compromesso e l’omertà.

La terza tentazione va ormai di moda, darsi un cristianesimo “à la carte” o “fai da te”. Ognuno decide quello che gli piace e quello che non gli va. L’appartenenza al popolo di Dio risulta quindi un aspetto periferico della fede, da gestire a proprio piacimento, a seconda delle preferenze e dei gusti. Naturalmente all’insegna dei propri personali vantaggi e delle comodità. 

La continua lotta contro le tentazioni è un aspetto dell’esistenza cristiana, un combattimento che si fa tanto più serrato quanto più ci si lascia guidare dalla parola di Gesù, quanto più si prende sul serio il suo Vangelo.

Per il cristiano il tempo è il luogo in cui Dio “fa grazia”, è occasione di salvezza che deve essere afferrata appena si presenta. In questo modo Gesù mette subito i suoi ascoltatori davanti ad una decisione che si impone: accettare o rifiutare il dono che li raggiunge, senza rimandare o temporeggiare. Del resto è proprio questo che conferisce vitalità alla Quaresima: la coscienza di un tempo benedetto in cui accogliere la salvezza di Dio.

«Il regno di Dio è vicino», cioè «Dio è qui, sta intervenendo e vuol far sentire il suo peso sulla storia». Dio prende nelle sue mani le sorti degli uomini per liberarli da tutto ciò che rovina la loro esistenza. Un Dio vicino è senz’altro consolante: la sua prossimità manifesta la sua attenzione, il suo amore verso di noi. Ma è anche scomodo perché domanda che gli si faccia posto e quindi obbliga a variare assetti, priorità, precedenze. Se Dio è qui, nulla può essere come prima.

«Convertitevi e credete nel Vangelo», ovvero: «Volgete decisamente i vostri cuori e i vostri sguardi verso di lui e credete con tutti voi stessi a questa buona notizia».

Devo imporre a me stesso di non più dire “non ho tempo” ama “mi prendo tutto il tempo per qualificarmi da figlio di Dio, insieme con gli altri che sono per me sorelle e fratelli”. Punto e basta!

Don Quadranti

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